17 maggio: FESTA a Novoli. 19 maggio : CORTEO per il trasporto pubblico: al fianco dei lavoratori Ataf!


Giovedì 17 FESTA A NOVOLI:

dalle 22:00 Live Music con :

RITMO RANDAGIO //
ZOOPARK
a seguire DJ SET TRASH

Sabato 19 CORTEO contro la privatizzazione di Ataf, ore 15 dal deposito di viale dei mille

 

In un paese nel quale da anni si privatizzano i servizi essenziali, nonostante la volontà popolare si sia espressa chiaramente contro questi processi, anche in occasione dei referendum del giugno scorso, l’azienda dei trasporti di Firenze (ATAF) sarà scorporata e venduta al migliore offerente con il benestare di buona parte del consiglio comunale, sindaco Renzi in primis.

In questi ultimi anni si sono susseguiti tagli alle linee, aumenti dei biglietti e riduzione del servizio (basta guardare il nuovo autobus notturno, Nottetempo, che costa 4 euro), soprattutto per le zone periferiche. La gestione pubblica delle aziende per il trasporto è da sempre assoggettata alle logiche di mercato: l’istituzione delle SPA (partecipate sia da enti pubblici che privati) ha agito seguendo criteri di mera produttività invece di pensare ad un trasporto pubblico a misura di cittadino. Se pensiamo quindi a come potrà agire un privato che non cerca di migliorare il servizio ai cittadini, ma il cui unico obiettivo è il profitto, appaiono ben chiare le motivazioni del nostro “NO” alla privatizzazione di ATAF. Questa dinamica di privatizzazione e le conseguenti misure di “razionalizzazione”, che nella pratica si traducono nel licenziamento dei lavoratori “in esubero”, nel taglio delle linee meno proficue e nell’aumento del costo del biglietto, ci porta a ripensare la gestione pubblica dei cosiddetti beni comuni. E’ necessario che le comunità si facciano parte attiva nella tutela e nella gestione di questi beni condivisi: le decisioni in merito non possono essere delegate proprio perché riguardano direttamente il benessere collettivo. La lotta per la difesa dei beni comuni non si limita solo alla gestione pubblica dell’acqua e dei trasporti, ma si estende fino alla sanità, al lavoro, alla cultura, alla tutela dell’ambiente, contro le grandi opere inutili come il Tav, gli inceneritori e le discariche.

Rivendicare un trasporto pubblico e di qualità rientra, per noi studenti, in una più generale lotta per il diritto allo studio. Infatti, la battaglia per un’università pubblica e di massa non può limitarsi alla richiesta di borse di studio o di alloggi, ma deve rivendicare un servizio di trasporti pubblico e gratuito.

Se l’Università di Firenze da una parte stipula un accordo con ATAF per ridurre sensibilmente il costo annuale dell’abbonamento per i suoi dipendenti, dall’altra esclude studenti e lavoratori in appalto (pulizie e portinerie) dal medesimo beneficio. Non saremo noi ad incentivare una guerra fra garantiti e non, ma certamente chiediamo un ampliamento dell’accordo a tutti i soggetti che compongono l’università.

Anche per questo scenderemo in piazza a fianco dei lavoratori di ATAF e del Comitato contro la privatizzazione di ATAF:

per ribadire la nostra contrarietà alla svendita del trasporto pubblico locale e per rivendicare un trasporto pubblico e gratuito per tutti e tutte!

Collettivo d’Agraria – Collettivo d’Ingegneria Filo da Torcere – Collettivo di Lettere e Filosofia – Collettivo SMU Studenti Multietnici Uniti – Collettivo di Psicologia Laboratorio 15 – Collettivo di Architettura Ark – Collettivo di Medicina Codice Rosso – Collettivo di Novoli RossoMalPolo – Collettivo di Scienze della Formazione Nosmet – Collettivo di Scienze – Collettivo di Scienze Politiche Col*Pol – Collettivo di Farmacia Farmacoresistenza – Studenti di Sinistra

IL VOLANTINO

 

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Corteo!! Contro l’Europa dei padroni

Mercoledì 9 il ritrovo è alle 17.30 in piazza dell’Unità (zona Santa Maria Novella) per una manifestazione che contesti frontalmente il Governo Monti e l’Unione Europea dei padroni e delle banche. Facciamo un appello alla massima partecipazione dall’intera regione Toscana.

In quei giorni infatti Monti e Barroso saranno a Firenze per la conferenza internazionale “Lo Stato dell’Unione”. Sappiamo che il potere della finanza e del capitalismo internazionale non risiede di per sè in questi vertici, i quali sono spesso pessime passerelle di propaganda. Ma questa passerella deve incontrarsi oggi con la contestazione di massa dei lavoratori, degli studenti e dei disoccupati del nostro territorio. Il messaggio deve essere chiaro e deve arrivare a tutti coloro che subiscono la crisi di questa sistema: via Monti, no all’Europa dei padroni e delle banche.

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Manifestazione Regionale per la difesa del territorio e della salute per dire basta all’incenerimento dei rifiuti!

5 MAGGIO, FIRENZE, ORE 15:00
INGRESSO FORTEZZA
(Piazza Bambini e Bambine di Beslan)

LA GESTIONE DEI RIFIUTI PASSA DALLE NOSTRE MANI !!

I RIFIUTI POSSIAMO GESTIRLI IN MODO PIU’ INTELLIGENTE!!
– RIDUCENDO
– RIUTILIZZANDO
– RICICLANDO
– RECUPERANDO
– RIPROGETTANDO

COME POSSIAMO PENSARE CHE BRUCIARE RIFIUTI SIA LA SOLUZIONE A TUTTI I NOSTRI PROBLEMI?

scendi anche tu in piazza il 5 maggio
per la difesa dei beni comuni

DICIAMO NO
al nuovo impianto d’incenerimento di Case Passerini (Sesto Fiorentino ), di Testi (Greve in Chianti), Selvapiana (Pontassieve) e all’ampliamento dell’impianto di Montale

DICIAMO SI
ad un distretto della riprogettazione e del riciclaggio, per :
– la difesa del territorio e della salute
– creare nuovi posti di lavoro
– creare un economia sostenibile attraverso la gestione dei rifiuti

Manifestazione promossa dal: Coordinamento Ato Centro Fi-Po-Pt

LINK:
APPELLO ROSSANO ERCOLINI

APPELLO COORDINAMENTO ATO CRENTRO

EVENTO FACEBOOK

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9 e 10 Febbraio 2012: Presìdi di solidarietà

Giovedì 9 febbraio PRESIDIO alle ore 11 di fronte al Tribunale di Firenze in viale Guidoni a Novoli.

Venerdì 10 febbraio ore 9  di fronte al Tribunale di Firenze in viale Guidoni a Novoli.

i 2 Comunicati :

Al via il processo per i fatti di via della scala del 2009, fatti che portarono a 11 perquisizioni in casa di altrettanti compagni e all’arresto di uno di essi.
I fatti: dopo un’iniziativa elettorale organizzata da FN, dalla Destra, e Fiamma tricolore un gruppo di fascisti gira indisturbato per il centro di Firenze, compiendo aggressioni e intimidazioni ai danni di immigrati e di un gruppo di ragazzi che si recavano al concerto della Banda Bassotti alla Fortezza; seguono e aspettano fuori da un pub una compagna che telefona per chiedere aiuto. Quella sera a Firenze erano molti gli appuntamenti: solo il concerto della Banda Bassotti e la tre giorni di musica popolare al CPA Fi-Sud coinvolgevano centinaia di compagni e antifascisti. Normale che le scorribande dei camerati non sarebbero state tollerate a lungo in una città che ancora esprime un radicato
antifascismo. E’ così che un gruppo di compagni che si era recato in centro per verificare le continue voci di aggressioni è stato fermato e identificato dalla polizia.
Questi undici compagni, perquisiti poi il 6 Novembre con esito negativo, sono imputati di tentate lesioni aggravate dalla premeditazione e dalla finalità di terrorismo, accusa evidentemente pretestuosa che vuole giudicarli per il solo fatto di essere antifascisti.
Questo processo cade in un momento sicuramente molto particolare, a quasi due mesi dall’omicidio di Samb Modou e Diop Mor per mano di un neofascista appartenente a Casa Pound, ma più in generale durante una fase in cui sempre più chiaramente emergono le coperture e gli appoggi che hanno consentito lo sdoganamento di gruppi come Casa Pound, appunto, Forza Nuova e affini.
Emergono però anche contatti e relazioni che si muovono su livelli differenti: ciò che in questi mesi sta accadendo a Roma rende l’idea di quanto sia grave la situazione che abbiamo davanti.
Si tratta di un intreccio tra istituzioni, ambienti malavitosi ed estrema destra che ha visto diversi ex-Nar esser chiamati ad occupare cariche pubbliche dalla Giunta Alemanno e l’innalzamento del livello dello scontro per il controllo del territorio che vede protagonisti diversi neofascisti che tra l’altro stanno dimostrando una certa facilità nel reperire armi.
Inquietante e preoccupante allo stesso tempo è la gambizzazione del neofascista Bianco ad opera di Giannotta, altro noto esponente neofascista e responsabile della sede ex-MSI di Acca Larentia dove, poche settimane fa ha presenziato tra gli altri, l’ex Ministro PdL Meloni.
A fronte di questa situazione, crediamo che chiunque si riconosca nei valori dell’antifascismo debba necessariamente farsi carico di pratiche quotidiane che si esprimano giorno per giorno, strada per strada, sostenendo poi attraverso la solidarietà tutti quei compagni che per il loro impegno antifascista hanno subito e continuano a subire processi e repressione.
Invitiamo quindi tutte le realtà politiche, sociali e sindacali, a dare la propria adesione a questo testo sottoscrivendolo e facendosi carico di divulgarlo il più possibile.
Invitiamo poi tutti a partecipare al presidio di solidarietà con gli undici antifascisti sotto processo in occasione dell’apertura del processo,
Giovedì 9 febbraio 2012 alle ore 9.30 di fronte al Tribunale di Firenze in viale Guidoni a Novoli.
L’antifascismo non si processa!
Ora e sempre Resistenza!

Firenze Antifascista

Per adesioni: proc@libero.it

CHI PROCESSA CHI ?

Lunedì 6 febbaraio si inaugurano ufficialmente in Viale Guidoni le attività Giudiziarie nel Nuovo Tribunale Fiorentino. Dieci anni di Lavori, di appalti e sub appalti (di tangenti, favori e regalie…)il tutto per consegnarci un vero e proprio monumento all’inutilità…
Il tutto dopo avere RASO AL SUOLO la scuola occupata Caterna de’Medici dove risiedevano decine di famiglie e 150 richiedenti asilo provenienti dalla Somalia. Che brutta immagine, una occupazione, davanti al nuovo Tribunale…
Sarà un caso ma uno dei primi processi nel nuovo tribunale si svolgerà VENERDI’ 10 FEBBRAIO ALLE ORE 9 e riguarda proprio il movimento di lotta per la Casa e i richiedenti asilo.
Dieci militanti del movimento sono accusati di reati che vanno dal danneggiamento aggravato all’occupazione di immobili.

Sull’accoglienza ai richiedenti asilo ABBIAMO GIA’ DETTO TUTTO…
Di cosa dovremmo essere colpevoli ?
Di avere offerto un terreno di solidarietà tra eguali a cenntinaia di giovani che provengono dai territori della guerra globale…
Di avere consegnato luoghi dismessi da decine di anni per autogestirsi e organizzarsi una vita indipendente…
Di avere salvato dal freddo donne e bambini nell’inverno del 2007…

Colpevoli sono le istituzioni per reale OMISSIONE DI SOCCORSO…
Colpevoli sono i Comuni per avere a pìù riprese ostacolato le iniziative dei richiedenti asilo, dal taglio dell’acqua in Via pergolesi al tentato sgombero della Tendopoli alla Fortezza da Basso, con manganellate e insulti razzisti operati dal Corpo della Polizia municipale…della civilissima Firenze…

PER QUESTE RAGIONI SAREMO PRESENTI IN MASSA VENERDI’ 10 FEBBRAIO ALLE ORE 9 AL NUOVO TRIBUNALE DI VIALE GUIDONI, PER NON LASCIARCI IMPUNEMENTE PROCESSARE E PER METTERE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI LA TOTALE LATITANZA E ARROGANZA DELLE ISTITUZIONI COMPETENTI…

Irichiedenti asilo somali, eritrei, etiopi delle occupazioni di Via Slataper e di Via Luca Giordano con la solidarietà del MOVIMENTO DI lOTTA PER LA CASA

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SERATA BENEFIT PER LE ZONE ALLUVIONATE

EDIFICIO D4 – POLO DI NOVOLI, Via delle Pandette – FIRENZE

DJ SET

– LE ZINGARE DEL DESERTO
(trash’n’beat)
http://www.facebook.com/pages/Le-Zingare-del-Deserto/117664418320006?sk=wall

– IL CONSORZIO DIGGEI INDIPENDENTI
(nu folk raudo dance)
http://www.facebook.com/consorziodiggei

I fondi raccolti saranno impiegati per finanziare il progetto delle Brigate di Solidarietà attiva di avviare un gruppo di studio che elabori un piano di recupero e gestione del territorio dei Comuni dove i volontari sono stati attivi, al più basso costo possibile e senza nessuna forma di cementificazione, da proporre alla popolazione in pranzi sociali e assemblee al fine di sensibilizzare sul una gestione alternativa del territorio, contro speculazione e cementificazione, nel rispetto dell’ambiente.

I fondi andranno inoltre all’Arci Sicilia il quale provvederà a girarli ad un comitato provinciale per ora in fase di formazione che nasce con lo scopo di meglio seguire i vari posti colpiti dall’alluvione sul territorio.
All’interno di questo comitato vi saranno vari soggetti, dalla Brigata di solidarietà attiva messinese (la quale sta
per federarsi nell’associazione nazionale BSA),a vari cittadini.
Per ora le raccolte fondi da loro iniziate vedono una priorità per Barcellona Pozzo di Gotto e Saponara, i paesi
più colpiti.

BRIGATE DI SOLIDARIETA’ ATTIVA TOSCANA | ROSSO MALPOLO | ARK COLLETTIVO DI ARCHITETTURA | COLLETTIVO DI LETTERE E FILOSOFIA | COLLETTIVO NOSMET | COLLETTIVO DI AGRARIA | STUDENTI DI SINISTRA

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A proposito dei fatti di Piazza Dalmazia…

Un nuovo, ennesimo dramma è andato in scena a Firenze, il 13 dicembre, nel corso della strage razzista che è costata la vita a due migranti senegalesi ed il ricovero ospedaliero per altri tre, colpiti dalla pistola di un fascista appartenente a CasaPound. Ripercorrere la dinamica dei fatti adesso è superfluo, quando tutti o quasi ormai conoscono il loro svolgersi cronologico. Al dì là dei fiumi di lacrime di coccodrillo, che hanno fatto rivivere a Firenze una moderna alluvione, non è necessario un grande sforzo di immaginazione per trasformare la tragedia in vittoria, il sangue in vino con cui brindare. Basta un briciolo di fantasia, basta immedesimarsi in coloro che da anni fomentano le folle, ungendo e perfezionando i crudeli ingranaggi della xenofobia. Hanno vinto i professionisti dell’odio, i divulgatori di menzogne, i burattinai della paura. Dovrebbero sorridere soddisfatti i neofascisti di CasaPound, trasformisti ridicoli pronti ad affermare tutto e il suo contrario in nome dell’opportunismo; dovrebbero sorridere quei partiti politici che da anni racimolano consensi speculando sulle fobie, così come quelli che fanno orecchie da mercante di fronte alle critiche a tale meccanismo; dovrebbero sorridere le istituzioni fiorentine, impegnate anima e corpo in una crociata contro i venditori abusivi, con la complicità dei bottegai del centro storico; dovrebbero sorridere i giornalisti, dato che, per una volta, la realtà è riuscita a superare il loro isterico e pericoloso sensazionalismo.

Dal loro punto di vista il gesto di Casseri non può che essere visto come l’epilogo di una commedia, come il coronamento di uno sforzo, come la legittimazione del proprio successo. Che lascino quindi ad altri lacrime che non gli appartengono.

Dal nostro punto di vista, quello di chi quotidianamente vive e pratica l’antirazzismo, lo stesso gesto riveste altri significati, racconta altre storie, stimola riflessioni amare, che vanno oltre le necessarie rivendicazioni relative alla chiusura dei covi fascisti.

Nell’Italia attuale è prassi classificare le manifestazioni sociali più estreme come gesti commessi da folli, deviati, criminali, teppisti. L’Italia attuale è diventata una professionista nel darsi una ripulita alla coscienza quando serve, lavandosi nel frattempo entrambe le mani. All’appropriazione collettiva dei meriti corrisponde in egual misura la privatizzazione delle colpe, intesa come esasperazione della responsabilità individuale, disconnessa in ogni suo aspetto dalla società che genera gli individui e quindi anche i potenziali colpevoli. Attraverso questo meccanismo, di fatto simile ad un’autoassoluzione, la comunità si riproduce serena, inconsapevole di includere nel proprio patrimonio genetico anomalie in continua espansione. Quando le deformità finalmente si manifestano, ecco gridare tutti “al mostro”, e ostentare sgomenta meraviglia di fronte ad atteggiamenti apparentemente imprevedibili. Ma la meraviglia è spesso figlia dell’incoscienza. Il deserto sociale e culturale che ci ospita si nasconde infatti dietro impalcature tetre, ornate di belle parole, benessere e luci di natale. Dietro di esse si cela il nulla, popolato da fantasmi che dal nulla vengono e nulla di sensato hanno da dire. I fantasmi del fascismo e della xenofobia sono appunto due di essi, che solo nell’assenza riescono a prosperare e sedurre, solo in mancanza di altro riescono a fungere da fondamenta per castelli di carte mentali come quelli di Casseri. La politica istituzionale è la prima responsabile, è il vento arido che in nome del controllo sulla popolazione, legato a preferenze elettorali e falsa sicurezza, sta prosciugando quel poco del patrimonio umano che ancora è nelle nostre mani. Nel corso degli anni, la guerra dichiarata a socialità e cultura dal potere economico e politico ha creato una vera e propria epoca del nulla, nella quale, di conseguenza, chiunque può costruirsi la propria esaltata e insensata legittimità. Come CasaPound, appunto, che continua purtroppo a crescere con la connivenza istituzionale.

La reazione deve perciò muoversi su un altro piano, che non sia solo quello dello scontro frontale, in ogni caso doveroso. Oggi tocca a CasaPound, ma domani avremo di fronte qualcun altro se non saremo dotati di anticorpi in grado di disinnescare la malattia. Si tratta di muoversi in questo grande vuoto componendo reti di socialità e resistenza, erigendo roccaforti antifasciste e antirazziste in grado di arginare l’offensiva, o più semplicemente vivendo la strada, toccando con mano una realtà che ci viene sempre più spesso raccontata da terzi. In questo senso qualche barlume di speranza si intravede all’orizzonte, almeno nel campo delle battaglie antirazziste. Nonostante politiche migratorie restrittive e criminalizzanti, nonostante campagne mediatiche fondate sull’odio, le comunità stanno vivendo un processo di meticciamento lento ma costante, con cui anche le frange politiche più intransigenti dovranno fare i conti. Sul lungo periodo probabilmente il colore della pelle ed il concetto stesso di razza perderanno il carattere discriminante che hanno avuto fino ad oggi: il pericolo è quindi che il razzismo si reinventi e si riproponga sotto altre forme, che prescindono da appartenenze etniche e provenienze geografiche. Sta a noi non permettere che ciò avvenga.

 

Collettivo d’Agraria

 

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