Serata di presentazione del progetto O.C.A

10248968_10202508013234178_743771029_nVenerdì 11 Aprile ad Agraria

Serata di presentazione del progetto OCA (Orti Collettivi Autogestiti), nato da un gruppo di studenti della facoltà di Agraria e non solo!

In aula Murales:

 

20:30 Apericena

21:30 Presentazione progetto O.C.A

22:30 Concerti con…

-Gillario e gli Spaventapassere – Rock
-contessa e the squires – Worst Rock’N'roll in florence!
-o’brian bombers – irish folk

A seguire DJ SET con SERF

Funky, Elettronica, Psychedelic

– Collettivo d’Agraria Firenze
OCA – Orti Collettivi Autogestiti

Il progetto O.C.A. nasce con l’intento di realizzare degli orti sociali, autogestiti dagli abitanti della città, in giardini pubblici ed aree verdi. Le finalità del progetto sono molteplici: valorizzare uno spazio verde per dare nuova vita alla città con la collaborazione di chiunque voglia partecipare, sensibilizzare alle tematiche ambientali e produrre collettivamente il cibo, con l’obbiettivo di ricreare un tessuto sociale grazie all’autogestione di questi spazi verdi.

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Serata con la Brigata di Solidarietà Attiva

10002790_10201162313854008_2139635687_n Inizio ore 20:30 con una CENA SOCIALE, seguirà un breve intervento sulle prossime iniziative della BSA

A seguire concerto con :

*DUO ETRUSCO( Musica popolare- Folk )

  Dalle 23:00  Dj Set reggae-dub-jungle con:

  -JAH STATION
  – NUMA CREW

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#TIROCINIOANCHENO: parte la campagna contro lo sfruttamento non retribuito

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Rimettendo un po’ in fila sia la “storia legale” sia le varie forme e configurazioni che ha assunto all’interno del mondo della formazione, a nostro avviso il tirocinio si caratterizza come uno strumento che incide negativamente sulle condizioni di lavoro non solo dei giovani neolaureati e degli studenti, bensì su quelle complessive di tutti i lavoratori.

Abbiamo visto che il valore formativo del tirocinio è nella stragrande maggioranza dei casi ridicolo.

Gli stagisti svolgono mansioni strutturali all’attività della azienda/ente di turno, che se non avesse a disposizione queste “scorte”, per mantenere lo stesso livello di produzione/erogazione di servizi, dovrebbe assumere! Non è un caso, poi, che tante aziende utilizzino esclusivamente stagisti per le mansioni dequalificate di bassa manovalanza ma, anche quando lo stage permette di apprendere competenze tecnico scientifiche, lo stagista è completamente ostaggio delle esigenze di mercato e di profitto delle grandi aziende, non percepisce retribuzione e non ha nessuna garanzia di futura assunzione.

È proprio questo il nodo centrale del problema: la funzione principale del tirocinio è quella di comprimere il costo del lavoro complessivo ad esclusivo vantaggio della quota di profitto delle imprese. Essendo il tirocinio formativo obbligatorio per legge, le imprese pubbliche e private possono attingere complessivamente ad un bacino di circa 1 milione e 700 mila studenti da mettere all’opera senza pagare un euro. Ciò non significa soltanto sostituire forza lavoro retribuita con quella gratuita per le mansioni dequalificate, ma sopratutto comprimere il salario e i diritti di tutti gli altri dipendenti, pagandoli sempre meno. Come tutte le forme contrattuali precarie, basate sul ricatto del licenziamento in virtù del ricambio continuo, anche il tirocinio innesca una competizione al ribasso tra i lavoratori spingendoli ad accettare condizioni di sfruttamento sempre più dure. Viene da se che quanto maggiore e la divisione tra i lavoratori (in termini di retribuzione, condizioni contrattuali, orari di lavoro, diritti e doveri), tanto minore sarà la loro capacità di organizzarsi collettivamente per ottenere condizioni migliori.

Se guardiamo al problema da questa prospettiva, anche la congrua indennità per i tirocini post-laurea e le limitazioni imposte dalla legge al numero di stagisti in rapporto al numero di lavoratori regolarmente assunti, finiscono per confermare quanto detto piuttosto che smentirlo. Infatti un sistema basato sul lavoro completamente gratuito sarebbe inaccettabile anche per uno schiavo dell’antichità (a cui il padrone garantiva comunque i mezzi di sussistenza). Al contrario, immettere sul mercato stagisti non retribuiti ha senso solo se innesca quel continuo ricambio e quella competizione che serve per abbassare i salari al minimo indispensabile ma senza eliminarli del tutto.

Che fare? Tirocinio facoltativo e retribuito.
Non vogliamo criticare l’approccio pratico alla materia di studio. Sappiamo bene che molti studenti vedono giustamente nel tirocinio la possibilità di applicare ciò che hanno imparato sui libri. É sacrosanta per noi studenti la possibilità di accedere alle strutture e alle conoscenza tecniche ma non al prezzo dello sfruttamento selvaggio. Per noi la formazione professionale, necessaria affinchè ogni lavoro sia emancipante, si trova nell’esperienza vissuta e collettiva, nella liberazione del lavoro dal profitto privato! A nostro avviso è necessario partire da una forte critica dell’istituto del tirocinio così com’è all’interno dell’attuale sistema di sfruttamento, e di ogni forma lavorativa che non garantisca una vita dignitosa ad ogni individuo, scaraventandolo nella precarietà materiale ed esistenziale.

Fin da subito vogliamo proporre due rivendicazioni fondamentali:

- L’abolizione dell’obbligatorietà del tirocinio curriculare, che rappresenta un’ “occasione imperdibile”,come spesso è stato definito, solo per le aziende;

- L’equiparazione del tirocinio a una prestazione lavorativa e quindi la conseguente retribuzione che spetta al lavoratore. In particolare nelle facoltà scientifiche dove, nonostante tutto, il tirocinio è necessariamente formativo (come Infermieristica etc…).

Per raggiungere questi obbiettivi e necessaria una forte mobilitazione di massa che riesca ad imporre le nostre ragioni alle imprese ed alle istituzioni statali ed accademiche, avallando pienamente le esigenze private si rendono complici di questo strumento di sfruttamento. In quanto studenti e futuri lavoratori, dobbiamo creare non solo un movimento interno alle lotte studentesche contro l’università-azienda, per il diritto allo studio e per liberare il sapere dalle catene del profitto, ma che sappia legarsi al complesso delle lotte sociali dentro e fuori i posti di lavoro, per una società non più basata sullo sfruttamento e sulla precarietà.

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35 Anni di Resistenza del popolo Saharawi! Iniziativa + Concerto

35 ANNI DI RESISTENZA! POPOLO SAHARAWI ANCORA IN LOTTA PER LA LIBERTA’ ED IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI!
VENERDI 13 DICEMBRE IN AULA MURALES (facoltà di agraria)

ore 20 apericena di solidarietà

ore 21 e 30 iniziativa con: “Comitato Selma” Associazione onlus che dal 1998 attraverso molti progetti sostiene la vita della popolazione saharawi costretta a vivere nei campi profughi a Tindouf in Algeria.
Interverrà Costanza Sanvitale presidente del “Comitato Selma” , con la testimonianza di Dah Salama e Lehbib Nafi due giovani Sahrawi

ore 23 inizio concerti con:

*IL SENTORE DEL MALIGNIO

*CARLOS DUNGA

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Le Nocività e lo Sfruttamento dei Territori – Verso il corteo NO INCENERITORE del 7 Dicembre

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LE NOCIVITÀ E LO SFRUTTAMENTO DEI TERRITORI – iniziative verso e oltre il CORTEO del 7 Dicembre a Campi Bisenzio contro la costruzione dell’INCENERITORE a Case Passerini (partenza corteo ore 14:30 piazzale motorizzazione civile – Osmannoro)

27 Novembre @ Facoltà di Agraria – piazzale delle cascine (Fi)
Ore 20 Apericena
A seguire incontro – dibattito con compagni/e ed attivisti di:

*Movimento NO TAV

*Movimento NO MUOS

*Assemblea per la Piana contro le nocività

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4 Dicembre @ Dipartimento di Matematica Ulisse Dini – viale Morgagni (Fi)
Ore 17 Incontro/dibattito con :

*MONTE LIBERO – http://montelibero.noblogs.org/ Movimento contro le centrali geotermiche dell’Enel sul Monte Amiata.
*RifiutiZero Firenze
-Proiezione ed intervento di Pietro Dommarco , autore del libro Trivelle d’Italia

…A seguire Apericena

IL 7 DICEMBRE TUTTI IN PIAZZA A CAMPI CONTRO L’INCENERITORE!

La piattaforma comune:
https://issuu.com/collettivoagrariafirenze/docs/piattaforma?e=8218717%2F5685931
Collettivo Agraria Firenze
Collettivo Scientifico Autorganizzato

Collettivo Politico * Scienze Politiche

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Corteo Antifa 16 Novembre

AGGRESSIONE NEOFASCISTA A FIRENZE! SABATO 16 NOVEMBRE ORE 15.30 IN PIAZZA SAVONAROLA CORTEO ANTIFASCISTA

antifaDopo quanto accaduto in piazza della Repubblica con l’aggressione di tre antifascisti da parte di una decina di appartenenti a Casa Pound, Firenze Antifascista lancia la mobilitazione per sabato prossimo. Rivolgiamo l’appello a tutte le realtà del territorio e non solo, a tutti coloro che si riconoscono nei valori e nella pratica dell’antifascismo per promuovere e partecipare al corteo di Firenze, per ribadire che in questa città i fascisti e la loro violenza squadrista non devono più trovare spazio e smascherare la catena di complicità di chi consente loro di avere agibilità concedendogli la sala di un bar, una sede in affitto o appoggio politico.

Notiamo poi, che seguendo il solito copione fascisti e polizia, attraverso comunicati e pagine di giornali, stanno già cercando di recuperare l’accaduto distorcendo la realtà o inventandosela di sana pianta.

Il fatto che la velina della Questura riporti che gli antifascisti abbiano rifiutato le cure mediche non vuol dire che non fosse accaduto niente. Infatti i due ragazzi, una volta fuori dalla Questura si sono recati al pronto soccorso e hanno avuto un referto rispettivamente di 15 e 25 giorni: motivo per cui la denuncia contro ignoti è partita d’ufficio.

Vogliamo poi precisare che gli antifascisti sono stati riconosciuti per la felpa che indossava uno di loro e le presunte “invettive contro un tavolo di ragazze” sono solo il tentativo di giustificare goffamente il proprio squadrismo oltre che una spudorata falsità. Quanto al fatto che oltre alle offese vi fosse la minaccia di “caschi e oggetti contundenti” ci chiediamo che fine abbiano fatto, visto che neanche la Digos, che di solito non si lascia scappare queste ghiotte occasioni, né li menziona, né ha fatto scattare una denuncia contro gli antifascisti portati, trattenuti e interrogati in Questura.

Ad un mese dal secondo anniversario della strage fascista di piazza Dalmazia effettuata da Casseri, esponente di Casa Pound, la violenza fascista agisce di nuovo in questa città.

Questo non è più tollerabile!

CHIUDERE CASA POUND! CHIUDERE I COVI FASCISTI!

Firenze Antifascista

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