Mobilitiamoci contro il trattato TTIP – Iniziativa ad Agraria, verso lo sciopero del 14 Novembre

154567_720361951374097_6474253978563395502_n In Aula Murales – Piazzale delle Cascine 18 (Fi)

Ore 20:30 Apericena

Ore 21:30 Iniziativa-dibattito con gli attivisti del comitato Stop TTIP – Firenze https://www.facebook.com/stopTTIPFirenze

Cosa è il TTIP?

Il TTIP – transatlantic Trade and Investment Partnership, è un trattato commerciale attualmente in fase di negoziazione tra Stati Uniti ed Unione
Europea. Oggetto di trattative volutamente segrete, con tale accordo si raggiunge l’obbiettivo di creare un area di libero scambio tra le due aree, che cancelli ogni ostacolo alla possibilità dei grandi monopoli di commerciare liberamente tra Usa e Ue.
L’accordo interesserà una zona territorialmente ed economicamente enorme: riguarderà infatti In totale circa un terzo del pianeta ed un’area che rappresenta tra il 50 e il 60% del PIL mondiale.
L’obbiettivo principale del trattato non saranno tanto le barriere tariffarie, già basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano standard di sicurezza e di qualità riguardanti i campi come l’alimentazione, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro, quindi cancellare tutte quelle che vengono definite “barriere di fatto” al pieno sviluppo del libero commercio.
Si tratta di un accordo che non apporterà nessun beneficio o guadagno alla stragrande maggioranza della popolazione; pensato su misura degli interessi dei grandi monopoli, questo rappresenta indubbiamente l’ennesimo attacco in grande stile a quel che rimane dei diritti conquistati in decine di anni di lotte sociali, in un periodo come quello attuale contraddistinto da politiche di cosiddetta austerity e di redistribuzione economica “al contrario”.
Di tutto ciò si parla pochissimo, sotto la pressione delle grandi lobby ed industrie i cittadini devono rimanere all’oscuro di un processo la cui regolazione giuridica sarà transnazionale: grazie all’istituzione di un tribunale arbitrale comune al quale le aziende potranno rivolgersi direttamente, verrà aggirata la giurisdizione nazionale e perfino quella europea.
In questo modo per favorire i grandi capitali sarà possibile bypassare qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la solita retorica della competizione e degli investimenti.
Il tutto è inoltre da inquadrare in un periodo dove le tradizionali maggiori potenze economiche mondiali devono fare i conti con l’avanzata di nuovi importanti attori negli equilibri globali come i BRICS, sempre più influenti nel mercato internazionale. Il TTIP si prefigura quindi anche come un elemento volto a consolidare ulteriormente il legame tra Stati Uniti e UE nel contesto di una competizione sempre più forte.
Sta a noi opporci all’ennesimo tentativo di anteporre la logica del profitto ai diritti delle persone, sta a noi smascherare un trattato che è solo un nuovo tassello nella continua mercificazione delle nostre vite, di cui dobbiamo riappropriarci!

Collettivo d’Agraria

 

Ricordiamo l’appuntamente venerdì 14 in piazza san marco alle ore 9:00 per lo spezzone studentesco

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23-24 Maggio – Agorà

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Corteo 17 Maggio – Spezzone studentesco

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APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNO SPEZZONE STUDENTESCO NELLA GIORNATA DI LOTTA DEL 17 MAGGIO

Con il Job’s Act, il governo guidato dal giovane rottamatore Renzi e sostenuto da un’ampia maggioranza trasversale, inaugura l’ennesimo violento attacco alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone, aggiungendo un nuovo e importante tassello al progetto di cancellare gli ultimi residui di diritti sociali e di rendere le nostre vite sempre più precarie, ricattabili e sfruttate. In breve, il decreto legge 34/14 da poco approvato inasprisce la cosiddetta flessibilità in entrata, introducendo novità sostanziali rispetto alle riforme precedenti. Infatti, la semplificazione dei contratti a termine, oltre ad estenderne significativamente la durata e l’utilizzo da parte delle aziende, cancella l’obbligo (finora vigente ma in pratica quasi mai rispettato) di giustificare l’uso dei contratti a-tipici solo in presenza di cause eccezionali e temporanee. D’altro canto, viene potenziato il contatto di apprendistato come forma privilegiata di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Quest’ultima diventerà sicuramente la forma di lavoro “usa e getta” preferita dai padroni, grazie a salari ridotti fino al 35% e nessun obbligo di assunzione alla scadenza del contratto o di rendere conto agli enti pubblici circa formazione professionale svolta all’apprendista. Il salto di qualità compiuto dalla riforma è, dunque, epocale: da ora in poi, la legge sancisce che il tempo del lavoro stabile è definitivamente tramontato e che la precarietà deve diventare la condizione di lavoro tipica per tutti. Lo scopo evidente è quello di dividere ulteriormente la classe lavoratrice e spingere ancora più in basso i salari: con la scusa di far ripartire la crescita il capitale continua a scaricare i costi della crisi sulle spalle dei lavoratori. Ma il peggio deve ancora venire, poiché questi provvedimenti sono solo il primo passo della nuova riforma siglata Renzi. Riforma che, in realtà, di nuovo ha veramente poco. Si tratta, anzi, di una vecchia novità: quella del capitale in lotta contro il lavoro.

Parallelamente alla ristrutturazione del mercato del lavoro, le numerose riforme di scuola e università hanno disegnato un sistema formativo a uso e consumo delle esigenze di profitto delle aziende private, che inevitabilmente subordinano la vita, le aspirazioni e le aspettative lavorative di noi studenti. Mentre i capitali privati controllano ormai direttamente la produzione culturale nelle scuole e negli atenei, e mentre i costi dell’istruzione crescono a tutti i livelli costituendo de facto un meccanismo di selezione di classe, per noi giovani il mondo della formazione assume le caratteristiche di una enorme palestra di precarietà. Un campo di addestramento per la forza lavoro flessibile, dequalificata e sottomessa che andrà ad ingrossare la schiera di lavoratori a basso costo con cui le imprese tentano di salvare i loro profitti dalla crisi. Infatti, durante tutto il percorso di studi siamo sottoposti ad una continua selezione attraverso i test INVALSI, i corsi a numero chiuso, i test di autovalutazione e le lauree 3+2+n. La cultura che ci viene sottoposta è sempre più dequalificata, nozionistica e ideologica. Le stesse modalità di trasmissione del sapere ci impongono un ruolo completamente passivo, inculcandoci una forma mentis basata sulla produttività e flessibilità. Lo stesso discorso vale per l’ideologia meritocratica che costituisce il vero pilastro su cui si regge tutta la costruzione dell’attuale sistema formativo. Essa, non solo nasconde e legittima la selezione di classe presentandola come il giusto e naturale incentivo al merito individuale di ognuno, ma scatena una accanita competizione tra gli studenti più produttivi poiché solo i migliori saranno premiati. Per il capitale, infatti, è fondamentale eliminare qualsiasi focolaio di pensiero critico, inculcandoci la cultura del mercato e dell’auto-imprenditorialità. La competizione nelle scuole e nelle università è, purtroppo, effettivamente “formativa”, poiché prefigura la nostra posizione su mercato del lavoro, addestrandoci all’individualismo e fornendoci una coscienza competitiva che ci impedisca di organizzarci collettivamente per reclamare condizioni di vita e di lavoro dignitose.

Il punto è che noi studenti siamo, prima di tutto, lavoratori: forza-lavoro in formazione, certo, ma sempre più spesso diventiamo forza-lavoro vera e propria, grazie ai tirocini non retribuiti inseriti obbligatoriamente nei nostri piani di studio universitari; oppure siamo costretti a mille lavoretti precari per sopperire ai tagli al diritto allo studio ed all’aumento dei costi dell’istruzione. Pertanto, non possiamo analizzare le trasformazioni nel mondo della formazione isolandole dalle dinamiche complessive della società capitalista in cui viviamo. Le politiche di austerity e le riforme del mercato del lavoro che introducono maggiore “flessibilità” sono i nostri primi nemici. Del resto per molti di noi il job act è una realtà già da tempo: lavoro nero, stagionale o a chiamata, sindacalizzazione impossibile, contributi inesistenti. Ci hanno raccontato che siamo la “generazione senza futuro” per colpa di quei lavoratori “garantiti” che non vogliono rinunciare ai propri “privilegi sindacali” per far posto ai “giovani”. In realtà, la colpa è solo dei padroni che non vogliono rinunciare ai loro profitti! I contratti precari a termine, i tirocini e i contratti di apprendistato contribuiscono a peggiorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti, anche dei cosiddetti “garantiti”, perchè frammentano la classe lavoratrice riducendone la forza contrattuale. Allora, l’unica alternativa a questa “devastazione e saccheggio” delle nostre vite si trova nella lotta autorganizzata. Nel creare spazi di antagonismo e crescita collettiva all’interno delle scuole e delle università, contro i criteri selettivi di merito e produttività, contro gli INVALSI, contro i tirocini non retribuiti, per il diritto allo studio e per una cultura che sappia porsi in rottura con l’attuale società capitalista.
Ma, come studenti e futuri lavoratori, dobbiamo organizzarci anche al di fuori del mondo della formazione per contrastare attivamente le politiche dei governi insieme a tutti i soggetti sociali che, come noi, subiscono la crisi e lo sfruttamento. Per la giornata del 17 Maggio, contro le politiche del governo Renzi, costruiremo uno spezzone studentesco che sappia valorizzare la specificità della nostra condizione di forza-lavoro in formazione, ma sempre nella consapevolezza che l’unica alternativa che abbiamo di fronte è tornare a sentirci parte della stessa classe. Quella costretta, per campare, a vendere la propria forza lavoro a qualcun altro: precari o meno precari, disoccupati o occupati, italiani o stranieri, giovani in formazione o lavoratori strutturati.

Invitiamo tutti gli studenti e le organizzazioni studentesche e universitarie a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà il 6 maggio h 15:00 al polo didattico Morgagni (aula autogestita).

Collettivo Politico di Scienze Politiche
Collettivo Scientifico Autorganizzato
Collettivo d’Agraria
Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini

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Serata di presentazione del progetto O.C.A

10248968_10202508013234178_743771029_nVenerdì 11 Aprile ad Agraria

Serata di presentazione del progetto OCA (Orti Collettivi Autogestiti), nato da un gruppo di studenti della facoltà di Agraria e non solo!

In aula Murales:

 

20:30 Apericena

21:30 Presentazione progetto O.C.A

22:30 Concerti con…

-Gillario e gli Spaventapassere – Rock
-contessa e the squires – Worst Rock’N’roll in florence!
-o’brian bombers – irish folk

A seguire DJ SET con SERF

Funky, Elettronica, Psychedelic

— Collettivo d’Agraria Firenze
OCA – Orti Collettivi Autogestiti

Il progetto O.C.A. nasce con l’intento di realizzare degli orti sociali, autogestiti dagli abitanti della città, in giardini pubblici ed aree verdi. Le finalità del progetto sono molteplici: valorizzare uno spazio verde per dare nuova vita alla città con la collaborazione di chiunque voglia partecipare, sensibilizzare alle tematiche ambientali e produrre collettivamente il cibo, con l’obbiettivo di ricreare un tessuto sociale grazie all’autogestione di questi spazi verdi.

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Serata con la Brigata di Solidarietà Attiva

10002790_10201162313854008_2139635687_n Inizio ore 20:30 con una CENA SOCIALE, seguirà un breve intervento sulle prossime iniziative della BSA

A seguire concerto con :

*DUO ETRUSCO( Musica popolare- Folk )

  Dalle 23:00  Dj Set reggae-dub-jungle con:

  -JAH STATION
  – NUMA CREW

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