FIRENZE – CHI ZITTISCE CHI? APPELLO CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO ALL’UNIVERSITA’

Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario».
George Orwell

Nel promuovere il presente appello in maniera unitaria, invitiamo tutte le realtà politiche, sociali, sindacali e intellettuali a prendere pubblicamente posizione e condannare il pesante clima di intimidazione e delegittimazione che è stato costruito attorno ai collettivi universitari autorganizzati a seguito della contestazione all’ex magistrato Gian Carlo Caselli al Polo delle Scienze Sociali di Novoli.

Ad una legittima critica politica si è risposto non nel merito ma con un’ondata di accuse deliranti; un attacco politico-mediatico di enormi proporzioni, condotto dalla stampa locale e nazionale attraverso l’utilizzo sistematico della menzogna e dell’insulto, finalizzato a creare il terreno favorevole alla repressione dell’attività politica dei collettivi ed alla chiusura degli spazi di libera espressione del dissenso nelle aule universitarie di Firenze.

Prima di tutto quindi, sentiamo la necessità di fare chiarezza sui fatti: la contestazione promossa dal Collettivo Politico di Scienze Politiche, a cui hanno aderito numerose persone tra singoli individui, collettivi studenteschi e realtà politiche cittadine, si è svolta esponendo uno striscione e una bandiera NO TAV mentre un volantino e un intervento al megafono spiegavano agli studenti presenti le ragioni della protesta.

I collettivi protagonisti di questi fatti sono stati immediatamente accusati di intolleranza e di voler soffocare con metodi violenti e “squadristi” il confronto democratico, la libertà di espressione ed il libero scambio di opinioni all’interno delle aule universitarie.

Nonostante i locali del polo di Novoli fossero stati preventivamente militarizzati con un ingente schieramento di polizia e Digos, Caselli non si è presentato all’incontro, adducendo presunte motivazioni di ordine pubblico. Di fatto si è sottratto di sua spontanea volontà al confronto con le ragioni dei manifestanti, preferendo piuttosto insultarli dalle pagine dei quotidiani con la complicità di pessimi giornalisti. Abbiamo assistito ad un penoso tentativo di presentarsi come la vittima di una presunta violenza, col solo scopo di delegittimare l’avversario politico.

Non solo una pessima prova di stile dunque, ma una precisa volontà di zittire una voce scomoda che ha osato parlare contro il pensiero unico dominante. Una voce minoritaria, forse, ma che non teme di schierarsi chiaramente e di esprimersi attraverso le pratiche legittime della contestazione e del boicottaggio.

Invece di rispondere nel merito delle accuse contestategli, l’ex magistrato si è limitato a definire gli studenti in un crescendo di insulti: «bulli, ignoranti, arrabbiati, violenti, terroristi, canaglie e teppaglia», attaccando persino le autorità accademiche incapaci di garantire il libero svolgimento di un dibattito democratico e colpevoli, a suo dire, di aver tollerato l’attività politica dei collettivi studenteschi.

Tale reazione livida e scomposta non ci stupisce affatto: è forse un caso che Caselli trovi sempre qualcuno a contestarlo ovunque vada e di qualunque tema sia chiamato a parlare? Noi non riconosciamo il reato di lesa maestà! Nessuno ha impedito a Caselli di venire, e nessuno l’ha cacciato dall’Università, dato che, volontariamente, non si è presentato. La responsabilità del mancato incontro è esclusivamente sua. Ci risulta difficile credere che l’iniziativa di qualche decina di studenti possa aver “intimidito” a tal punto un ex procuratore del suo “calibro”. Tanto più che nessuno si è preso la briga di illustrarci esattamente di quale intollerabile violenza Caselli sia stato vittima, pronti invece a criminalizzare persone per fatti non accaduti.

Riteniamo inaccettabili le minacce e le intimidazioni di chi – strumentalizzando la vicenda della contestazione a Caselli – vorrebbe chiudere gli spazi di agibilità politica e di libera espressione del dissenso all’interno dell’università attaccando, delegittimando e criminalizzando il lavoro dei collettivi studenteschi. Alle minacce e agli insulti da parte di Caselli si è aggiunta anche una mozione del Senato Accademico in solidarietà al magistrato a cui sarebbe stato impedito di parlare.

Non si può dire che il clima repressivo a Firenze sia leggero: nel giro di pochi giorni abbiamo assistito alle minacce di sgombero dello spazio sociale “La Polveriera”, allo sgombero di due occupazioni abitative, alle manganellate in piazza sui militanti del Movimento di Lotta per la Casa, alle denunce indirizzate ai militanti del comitato di quartiere “Coverciano Antifascista” e all’irruzione della polizia nel centro sociale “La Riottosa”. Tanto più gravi ci appaiono questi fatti se rapportati alla vastità dell’attacco repressivo contro ogni forma di organizzazione del dissenso dal basso su tutto il territorio nazionale.

Citiamo in proposito solo alcuni dei fatti avvenuti negli ultimi mesi: lo sgombero alla Sapienza in occasione dell’iniziativa NO EXPO, la chiusura preventiva della Statale di Milano per ragioni simili, l’inchiesta giudiziaria (con imputazioni addirittura di terrorismo, poi decadute in appello) contro alcuni attivisti NO TAV ed infine la recente inchiesta palermitana che vede coinvolti Ex-Karcere e Anomalia con l’accusa infamante di associazione a delinquere.

A queste compagne e a questi compagni va tutta la nostra solidarietà, come a tutte le altre vittime della repressione che non abbiamo potuto menzionare in questo testo (la lista sarebbe molto lunga!).

Ora, un gruppo di docenti del nostro Ateneo – gli stessi che invocano la libertà di espressione e dipingono l’università come il “tempio della cultura critica e della libera circolazione delle idee” – pretende che i collettivi protagonisti della contestazione siano «espulsi dall’università», sgomberando le loro aule e negando loro la legittimità di esprimersi.

Alla faccia del “confronto democratico”: ipocriti! La responsabilità di queste affermazioni è oggettivamente gravissima; e risulta ancora più preoccupante alla luce degli autorevoli ruoli istituzionali ricoperti dagli estensori di tali minacce.

L’ondata di repressione e criminalizzazione non riuscirà a zittire la nostra voce contro il pensiero dominante perché noi continueremo a lottare dentro e fuori le aule universitarie come sempre abbiamo fatto.

Per queste ragioni invitiamo tutte le realtà politiche, sociali, sindacali e intellettuali, nonché tutte le forze che si sentono democratiche e progressiste a sottoscrivere e diffondere questo appello, prendendo posizione e condannando il grave attacco che ci viene mosso.

Contro ogni forma di repressione e criminalizzazione del dissenso!
Sia chiaro che se toccano uno toccano tutti!

LA SOLIDARIETÀ È UN’ARMA,
SOTTOSCRIVI E DIFFONDI QUESTO APPELLO!

Contatti:

Promotori:

  • Collettivo Politico di Scienze Politiche
  • Studenti di Sinistra
  • Spazio Comune La Polveriera
  • Collettivo d’Agraria
  • Collettivo Scientifico Autorganizzato
  • Collettivo di Lettere e Filosofia
  • Collettivo RossoMalPolo
  • Collettivo di Scienze
  • Collettivo di Medicina-Codice Rosso.

Adesioni (in aggiornamento):

  • Movimento di Lotta per la Casa Firenze
  • Osservatorio sulla Repressione

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Serata benefit NO TAV ad Agraria!


foto di Collettivo Agraria Firenze.

 

 

Serata benefit NO TAV ad Agraria!

-Trash djset by IVAN

-d’n’b djset by INNERCITY JUNGLE!

Assemblea No Tav Firenze

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LA PALESTINA R-ESISTE! Iniziativa, concerto, dj set

GIOVEDì 18 DICEMBRE, AULA MURALES (Facoltà di Agraria Firenze)

LA PALESTINA R-ESISTE!

Torniamo a parlare di Palestina, anche se, quando si affronta questo tema, le parole non sono mai abbastanza.
Per passare ai fatti, vi presentiamo l’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, con la quale il Collettivo d’Agraria porta avanti un progetto di adozioni a distanza ormai da molti anni.

ore 20:30 apericena per l’associazione

ore 21:30 iniziativa con l’Ass. di Amicizia Italo-Palestinese: video e interventi dei volontari

ore 23:00 : Concerto con i PiacerI ProIetari (swingraccattato)
https://www.facebook.com/PiaceriProletari?fref=ts

a seguire

Dj Set con le Brigate Alpine Sentimentali (Patchanka)
lapalestinaresiste

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Giornata NO-TAV

Mercoledì 17 Dicembre dalle 13 In Piazza Leopoldo (Fi) in attesa della sentenza:
pranzo benefit No Tav, concerto,
materiale informativo e diretta con il tribunale. Ore 15.30 corteo

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LO SFRUTTAMENTO DELLE RISERVE PETROLIFERE – La situazione attuale a livello globale e il caso della Basilicata

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Mercoledì 3 Dicembre ore  17:30 – Dipartimento di scienze della terra, Via la Pira 4

Assemblea organizzata da alcune realtà fiorentine Collettivo Scientifico Autorganizzato, studentesse e studenti di geologia, Collettivo Agraria FirenzeAgraria Firenze e CortocircuitO), che vedrà affrontare le tematiche sulle condizioni dello sfruttamento del petrolio in Italia con Ugo Bardi e Pietro Dommarco

Qui due contributi, il primo di Ugo Bardi

http://www.inventati.org/cortocircuito/2014/10/15/petrolio-il-prezzo-non-e-giusto-il-barile-costa-sempre-meno-ma-non-e-una-buona-notizia/

qui invece una recensione del libro di Pietro Dommarco

http://www.inventati.org/cortocircuito/2014/05/20/recensione-del-libro-trivelle-ditalia-i-loro-sogni-sono-i-nostri-mostri/

Per altre info:

http://ugobardi.blogspot.it/

http://www.pietrodommarco.it/

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Mobilitiamoci contro il trattato TTIP – Iniziativa ad Agraria, verso lo sciopero del 14 Novembre

154567_720361951374097_6474253978563395502_n In Aula Murales – Piazzale delle Cascine 18 (Fi)

Ore 20:30 Apericena

Ore 21:30 Iniziativa-dibattito con gli attivisti del comitato Stop TTIP – Firenze https://www.facebook.com/stopTTIPFirenze

Cosa è il TTIP?

Il TTIP – transatlantic Trade and Investment Partnership, è un trattato commerciale attualmente in fase di negoziazione tra Stati Uniti ed Unione
Europea. Oggetto di trattative volutamente segrete, con tale accordo si raggiunge l’obbiettivo di creare un area di libero scambio tra le due aree, che cancelli ogni ostacolo alla possibilità dei grandi monopoli di commerciare liberamente tra Usa e Ue.
L’accordo interesserà una zona territorialmente ed economicamente enorme: riguarderà infatti In totale circa un terzo del pianeta ed un’area che rappresenta tra il 50 e il 60% del PIL mondiale.
L’obbiettivo principale del trattato non saranno tanto le barriere tariffarie, già basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano standard di sicurezza e di qualità riguardanti i campi come l’alimentazione, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro, quindi cancellare tutte quelle che vengono definite “barriere di fatto” al pieno sviluppo del libero commercio.
Si tratta di un accordo che non apporterà nessun beneficio o guadagno alla stragrande maggioranza della popolazione; pensato su misura degli interessi dei grandi monopoli, questo rappresenta indubbiamente l’ennesimo attacco in grande stile a quel che rimane dei diritti conquistati in decine di anni di lotte sociali, in un periodo come quello attuale contraddistinto da politiche di cosiddetta austerity e di redistribuzione economica “al contrario”.
Di tutto ciò si parla pochissimo, sotto la pressione delle grandi lobby ed industrie i cittadini devono rimanere all’oscuro di un processo la cui regolazione giuridica sarà transnazionale: grazie all’istituzione di un tribunale arbitrale comune al quale le aziende potranno rivolgersi direttamente, verrà aggirata la giurisdizione nazionale e perfino quella europea.
In questo modo per favorire i grandi capitali sarà possibile bypassare qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la solita retorica della competizione e degli investimenti.
Il tutto è inoltre da inquadrare in un periodo dove le tradizionali maggiori potenze economiche mondiali devono fare i conti con l’avanzata di nuovi importanti attori negli equilibri globali come i BRICS, sempre più influenti nel mercato internazionale. Il TTIP si prefigura quindi anche come un elemento volto a consolidare ulteriormente il legame tra Stati Uniti e UE nel contesto di una competizione sempre più forte.
Sta a noi opporci all’ennesimo tentativo di anteporre la logica del profitto ai diritti delle persone, sta a noi smascherare un trattato che è solo un nuovo tassello nella continua mercificazione delle nostre vite, di cui dobbiamo riappropriarci!

Collettivo d’Agraria

 

Ricordiamo l’appuntamente venerdì 14 in piazza san marco alle ore 9:00 per lo spezzone studentesco

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